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Venerdì 09 Dicembre 2022
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Visite al Museo della Memoria. Assisi 1943-1944

Assisi (PG) - E' adesso realtà il Museo della Memoria, per non dimenticare quello che Assisi fece per salvare gli ebrei negli anni tra il 1943 e il ’44.
E’ l’iniziativa voluta dall’Opera Casa Papa Giovanni diretta dal vescovo emerito monsignor Sergio Goretti in collaborazione con il Comune di Assisi, la Regione dell’Umbria e la Provincia di Perugia, il patrocinio dell’Isuc, dell’Associazione Italia-Israele (sezione di Perugia) e del Franciscan Pilgrimage Programs.

La mostra, ideata e curata da Marina Rosati, con ricerche e testi di Annabella Donà e la consulenza storica di Francesco Santucci, è allestita nei locali della Pinacoteca comunale di Assisi e raccoglie numerosi documenti inediti, foto e testi relativi al periodo della Shoah. Il museo è allestito in alcune sale di palazzo Vallemani, attuale sede della Pinacoteca Civica, e vuole raccontare il ruolo svolto dai cittadini di Assisi che durante l’occupazione tedesca si prodigarono per evitare la deportazione di un numero consistente di ebrei.

Il Museo della Memoria raccoglie scritti, documenti inediti, foto e testi relativi a quel periodo storico e soprattutto ai personaggi che si adoperarono in prima persona per salvare circa 300 ebrei. La mostra parla di Don Aldo Brunacci, già fondatore dell’Opera Casa Giovanni che negli anni ha mantenuto viva la memoria, dell’allora vescovo monsignor Giuseppe Placido Nicolini che tirò le fila dell’organizzazione clandestina che, spontaneamente, si era venuta a creare, di padre Rufino Niccacci, padre guardiano del convento di San Damiano, del podestà di Assisi Arnaldo Fortini, del colonnello tedesco Muller, degli ordini religiosi, del frate minore conventuale padre Michele Todde e tutti gli altri che si affannarono per salvare la vita a tante persone, destinate altrimenti alla deportazione. Uno spazio è stato dedicato anche a Luigi e Trento Brizi, i tipografici assisani che stamparono i documenti falsi per gli ebrei ed insieme ad immagini e riconoscimenti è esposta anche l’antica macchina tipografica con cassettiere, taglierina e timbri. Questa unione corale di intenti e di sforzi fece di Assisi un punto di riferimento importante, dimostrando quella fraternità francescana che le è propria.



 

[Fonte: Umbria OnLine]

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