Todi (PG) - Il Gruppo di lettura "Seminar Parole" propone un incontro in cui verrano poste a confronto opinioni su: “2666. La parte dei critici” di Roberto Bolano.
Giovedì 23 Febbraio Sala Conferenze Biblioteca Comunale “Lorenzo Leonj” – Via San Fortunato. Ore 16,00.
Ingresso gratuito.
Info: Biblioteca Comunale “Lorenzo Leonj” tel. 0758956710-713 e-mail:
biblioteca@comune.todi.pg.it.
2666 è l'ultimo romanzo dello scrittore cileno Roberto Bolaño. Il romanzo è articolato in cinque diverse parti. L'edizione italiana, pubblicata dalla casa editrice Adelphi, è divisa in due voumi: il primo contiene le prime tre parti del romanzo, La parte dei critici, La parte di Amalfitano e La parte di Fate; il secondo contiene le altre due, La parte dei delitti e La parte di Arcimboldi.
Le cinque parti che compongono 2666 sono state immaginate dall'autore come libri distinti da pubblicare separatamente. Dopo la morte dell'autore nel 2003, gli eredi hanno deciso di pubblicare le cinque parti in un unico volume. Rispetto alla sequenza della trama, le connessioni tra le parti non sono sostanziali, ma riguardano il solo luogo (Santa Teresa, Messico) e tempo (la fine degli anni Novanta) in cui tutte e cinque le storie vanno a ricongiungersi.
La parte dei critici, quella che verrà analizzata del corso dell'incontro, descrive un gruppo di quattro critici letterari europei che hanno fatto carriera attorno alla figura di un elusivo scrittore tedesco, Benno von Arcimboldi. La ricerca di questo autore li porterà, alla fine, nella città messicana di Santa Teresa.
Roberto Bolaño Avalos (Santiago del Cile, 28 aprile 1953 – Barcellona, 14 luglio 2003) è stato uno scrittore e poeta cileno.Visse la sua infanzia a Los Ángeles, Valparaíso, Quilpué, Viña del Mar e Cauquenes. A tredici anni si trasferì con la sua famiglia in Messico. Visse la sua adolescenza concentrato nella lettura, chiuso per ore in una biblioteca pubblica di Città del Messico.
Nel 1973 decise di tornare in Cile, deciso ad appoggiare il processo di riforme socialiste di Salvador Allende. Alla fine di un lungo viaggio in pullman, autostop e barca (attraversando quasi tutta l'America Latina) arrivò in Cile pochi giorni dopo il colpo di stato effettuato da Augusto Pinochet.
In seguito a questo fatto decise di unirsi alla resistenza contro il nuovo ordine dittatoriale. Poco tempo dopo venne incarcerato a Concepción, ma fu liberato dopo otto giorni, grazie all'aiuto di un compagno di studi dei tempi di Cauquenes, che era tra i poliziotti incaricati di vigilarlo. Questo episodio fu lo spunto per il racconto Detectives (Llamadas telefónicas, Narrativas Hispánicas, 1997 -Chiamate telefoniche-).
Tornò in Messico alcuni mesi dopo, e insieme al poeta Mario Santiago Papasquiaro (che sarà il modello per Ulises Lima nel romanzo Detective Selvaggi) fondò il movimento poetico d'avanguardia infrarealista, che si formò dopo alcune riunioni nel Café de la Habana di Calle Bucarelli. Tale movimento, definito come Dada alla messicana, si opponeva radicalmente ai poteri dominanti nella poesia messicana ed all'establishment letterario messicano, che aveva allora come figura preponderante Octavio Paz. L'infrarealismo aveva come linee guida la rottura con la letteratura ufficiale e la volontà di stabilirsi come avanguardia. Anche se intorno a questo movimento ruotavano all’incirca una quindicina di poeti, Roberto Bolaño e Mario Santiago Papasquiaro furono gli esponenti stilisticamente più solidi, autori di una poesia quotidiana, dissonante e con vari elementi dadaisti.
A causa delle sue caratteristiche e dello spirito contestatore, il movimento infrarealista trovò numerosi nemici e detrattori che lo emarginarono e gli negarono qualsiasi tipo di riconoscimento. La popolarità di Bolaño, però, ha fatto sì che questa emarginazione venisse lentamente superata.
Più tardi emigrò in Spagna, precisamente in Catalogna, dove viveva la madre. Lì praticò diversi lavori – vendemmiatore in estate, vigilante notturno in un campeggio a Castelldefels, commesso in un negozio del quartiere – prima di potersi dedicare completamente alla letteratura. Bolaño morì il 15 luglio 2003 all’ospedale Valle de Hebrón di Barcellona, lasciando incompiuto il romanzo 2666 con il quale aveva portato all’estremo la sua inventiva, questa volta attorno a un personaggio che riprende la figura di uno scrittore svanito.






